Saturimetria e funzionamento del saturimetro

Dato che tutti i processi che presiedono al metabolismo cellulare necessitano di ossigeno, la vita non è possibile in assenza di ossigeno. La misura della saturazione di ossigeno nel sangue, effettuata anche attraverso la saturometria, è dunque una grandezza molto importante perché quando il livello di ossigeno è molto basso le cellule nel corpo hanno difficoltà a lavorare correttamente: un livello molto basso di ossigeno nel sangue può anche mettere a dura prova gli organi del corpo più importanti, quali il cuore e il cervello.

Di norma, per mantenere tutte le nostre cellule ossigenate, i valori di saturazione di ossigeno nel sangue (spesso abbreviata in SpO2) dovrebbero essere superiori al 94%. Nel breve periodo, un livello inferiore non provoca danni irreparabili al nostro organismo; ma a lungo andare le nostre cellule possono subire dei danni.

In questi casi, per incrementare i livelli di ossigeno nel sangue potrebbero essere necessarie (la decisione spetta al medico curante ovviamente) delle bombole ad ossigeno. Un saturimetro può essere di grande aiuto per rilevare l’eventuale  necessità di un qualche supporto, ed eventualmente di quale tipo.

La saturimetria

La saturimetria (o ossimetria) è una metodologia non invasiva utile a misurare la saturazione di ossigeno periferica nel sangue. Si definisce non invasiva perchè la misurazione viene effettuata in modo indolore e senza utilizzare degli aghi per prelevare il sangue:

Il livello di ossigeno nel sangue misurato con un ossimetro viene chiamato indicato come livello di saturazione di ossigeno. Si tratta della percentuale di molecole di emoglobina saturate dall’ossigeno. Di norma, i valori di SpO2 si attestano tra il 94 ed il 98 percento.

La saturimetria notturna

In caso di sospetto disturbo del sonno come l’apnea ostruttiva del sonno, il medico potrebbe chiederti di effettuare una pulsossimetria notturna, un test non invasivo che può essere eseguito a casa e che valuta i livelli di ossigeno nel sangue durante le ore di sonno.

Il test in genere prevede l’applicazione di un dispositivo di plastica simile ad una molletta sull’estremità del dito. Questa viene collegata, tramite un cavo, a un pulsossimetro che registra i dati durante tutta la notte. Il tuo medico sarà in grado di esaminare i dati rilevati nel tempo (di solito rappresentati tramite un grafico) e scoprire se ci sono cali notturni anormali nei livelli di ossigeno.

La CO-pulsossimetria

La carbossiemoglobina (COHb) è un complesso stabile formato da monossido di carbonio (CO) ed emoglobina all’interno dei globuli rossi.

A differenza della pulsossimetria tradizionale, la CO-pulsossimetria è un metodo non invasivo per la misurazione continua dei livelli dei diversi componenti ematici, tra cui il monossido di carbonio.

L’ Emogasanalisi

Come già detto, la saturimetria  (o ossimetria) serve a misurare lo stato di ossigenazione del sangue, e viene fatta con apparecchi non invasivi, i saturimentri. Altra cosa è la misurazione dei gas nel sangue. La misurazione dei gas nel sangue (emogasanalisi, emogas o EGA) viene fatta con un voluminoso apparecchio da laboratorio chiamato emogasanalizzatore. Questa misurazione serve a valutare la funzionalità polmonare dell’individuo, misurando le pressioni parziali dei gas arteriosi e il pH del sangue.

Saturimetro: cos’è perché si usa

Un saturimetro, o pulsossimetro, è un piccolo dispositivo simile a una molletta. Si attacca a una parte del corpo, più comunemente a un dito, e misura il livello di saturazione di ossigeno nel sangue. Il saturimetro può rilevare in tempo reale anche piccoli cambiamenti nei livelli di ossigeno.

Sono passati i tempi in cui per misurare la saturazione dell’ossigeno nel sangue era necessario andare in una farmacia o in un’ambulatorio medico: i saturimetri possono essere utilizzati anche a casa propria.

In che modo e come funzionano i saturimetri

Il saturimetro è composto da una sonda a forma di pinza, o molletta, al cui interno si trovano due luci LED, ovvero dei diodi che emettono una luce: questi generano delle luci rosse ed infrarosse che attraversano una parte traslucida del corpo (di solito le dita ma, nei neonati, anche le mani o i piedi). In genere, le ossa, i tessuti, la pigmentazione, ed vasi venosi, assorbono una quantità costante di luce nel tempo, mentre hanno un differente modello di assorbimento l’ossiemoglobina – quella sostanza dovuta alla combinazione dell’emoglobina con l’ossigeno – e la sua forma deossigenata.

Per farla breve: il rapporto della luce assorbita dalle sistole (le contrazioni del miocardio) e dalle diastole (le fasi di rilasciamento delle cavità cardiache) si traduce in una misura della saturazione di ossigeno, che così determina il valore che ci fornisce un saturimetro.

Grazie ai più recenti sviluppi tecnologici, la precisione dei saturimetri è migliorata in modo significativo, ma anche i loro  costi di produzione. Conseguentemente anche i loro prezzi si sono abbassati tantissimo.

Chi dovrebbe utilizzare un saturimetro

Ovviamente, non tutti hanno la necessità di avere a casa un saturimetro da dito. Questo strumento viene raccomandato sopratutto a chi ha già hanno avuto, o a chi potrebbe avere dei periodi con bassi livelli di ossigeno, perché (ad esempio) fa un certo tipo di attività fisica, o perché si reca in montagna ad alta quota dove l’aria è più rarefatta e diventa più difficile respirare. In questi casi, un saturimetro da dito consentirà loro di monitorare il livello di ossigeno nel loro sangue e di sapere quando è necessario aumentarne il flusso, ed in quale (aggiuntiva) misura. Per conoscere qual’é il livello di ossigeno nel sangue ottimale per te, rivolgiti ad un medico esperto che conosca la tua storia clinica. Sappi comunque che è possibile acquistare un saturimetro da dito ad un prezzo contenuto, sia online sui siti internet specializzati, sia in farmacia. In quest’altro articolo abbiamo preparato una classifica di quelli che, secondo noi, sono i migliori saturimetri acquistabili al momento online.

Come usare il saturimetro e come fare un buona lettura

Per favorire questo processo di misurazione, ci sono alcuni accorgimenti che puoi facilmente mettere in atto.

  1. Assicurati che il tuo sangue scorra normalmente nella mano e nel dito in cui intendi infilare la clip.
  2. Assicurati di aver riposato per almeno cinque minuti prima di eseguire la lettura.
  3. Appoggia la mano sul petto all’altezza del cuore e tienila ferma.
  4. Le misurazioni migliori si ottengono quando la mano è calda e rilassata.
  5. Rimuovi eventuali smalti o unghie finte
  6. Non fumare prima di attivare il tuo saturimetro da dito, perché la misurazione potrebbe venirne falsata: il fumo aumenta i livelli di monossido di carbonio nel sangue, e questo strumento non è in grado di distinguere tra questo e l’ossigeno.
  7. Accendi il saturimetro e posizionarlo sul dito. Funziona meglio sul dito medio o indice di entrambe le mani, non dovrebbe essere usato sull’orecchio.
  8. La lettura richiede tempo per stabilizzarsi. Tieni il pulsossimetro in posizione per almeno un minuto o più a lungo se la lettura continua a cambiare.
  9. Registra il risultato più alto una volta che la lettura non è cambiata per cinque secondi.
  10. Fai attenzione a identificare quale lettura è la tua frequenza cardiaca e quale è il tuo livello di ossigeno.

Caratteristiche e possibili funzioni dei pulsossimetri

Quanto alla scelta di un modello di pulsossimetro piuttosto che di un altro, una volta stabilita qual é la tipologia (a dito, palmare, da polso) che fa al caso tuo – oltre che a orientarti verso marchi noti di cui puoi fidarti – pensa a quelle che sono le tue specifiche esigenze e, quindi, scegli il modello in relazione alle prestazioni che questo ti garantisce.

Ecco quali sono le funzioni, le caratteristiche e prestazioni prestazioni dei pulsossimetri (in particolare di quelli da dito) da prendere in considerazione prima di effettuare un’acquisto.

La precisione dello strumento

La lettura del livello di ossigeno fatta da un saturimetro da dito è ragionevolmente accurata: la maggior parte degli ossimetri fornisce lettura con una precisione che si attesta tra il  2% sopra, od il 2% sotto quella reale.

Attenzione che le letture sono meno precise,

  • se si ha dello smalto alle unghie,
  • se si portano unghie artificiali,
  • se si hanno le mani molto fredde,
  • se si hanno dei problemi di circolazione.

Un saturimetro da dito può essere meno preciso anche in ragione delle sue modalità di funzionamento – anche quando i livelli di saturazione del sangue sono molto bassi (ovvero inferiori all’80%), oppure quando si ha un tipo di pelle molto scura difficile da essere penetrata dai fasci di luce.

La facilità di lettura

Per quanto attiene alla facilità di lettura giocano un ruolo determinante,

  • la possibilità della rotazione automatica del display in modalità landscape o portrait: alcuni pulsossimetri sono dotati di un sensore di posizione che fa sì che il display si posizioni sempre nella posizione più facile per la lettura;
  • l’illuminazione dello stesso display: il display può essere o può non essere illuminato; i modelli più sofisticati sono dotati di un sistema di illuminazione che si autoregola a seconda delle condizioni di luce;
  • il layout dello schermo: c’e’ modo e modo di visualizzare dei dati su un piccolo display, come è quello di un pulsossimetro; sta alla bravura di ogni costruttore realizzare una «buona schermata».

L’accuratezza delle rilevazioni

E’ importante poter fare affidamento sul fatto che lo strumento possa darci delle letture affidabili e ripetibili nel tempo. In questo senso, l’accuratezza può essere definita la misura di quanto – poco o tanto – lo strumento faccia errori di misurazione. Un’accuratezza del ± 2% nella misurazione della saturazione,  ed una di ± 2 battiti nella misurazione della frequenza cardiaca, sono ritenute «buone».

L’esistenza della funzione allarme

Alcuni saturimetri emettono un segnale d’allarme acustico per avvisare gli utilizzatori se viene raggiunto il limite inferiore che contraddistingue una condizione di bassa intensità di ossigeno. Questa funzione è utile a coloro che non hanno un background medico, e che non hanno familiarità coi problemi connessi a saturazione di ossigeno ed a frequenze cardiache.

La funzione auto-spegnimento

Alcuni pulsossimetri includono l’opzione “risparmio batteria automatico”: il dispositivo si spegnerà  automaticamente, dopo un certo periodo di tempo in cui questo non viene più utilizzato.

La durata dello strumento nel tempo

Il fatto di sostenere un maggior costo inizialmente, può voler dire risparmiare successivamente. Se utilizzi un pulsossimetro di qualità, questo ti accompagnerà per tanti anni a venire.

La durata della batteria

Se hai bisogno di avere delle rilevazioni continue dell’ossigeno nel sangue, allora ti consiglio un pulsossimetro che abbia una batteria di lunga durata.

La funzione tracking

Alcuni strumenti sono in grado di fare un’analisi, e di memorizzare, le ultime letture per ogni singolo soggetto.

Il display

Tramite il suo display, il pulsossimetro può essere in grado di visualizzare, alcune o tutte, le seguenti grandezze:

  • la saturazione arteriosa di ossigeno – La lettura della saturazione del sangue, la cosiddetta «SpO2», è la ragione principale per cui si utilizzano i pulsossimetri.
  • la rappresentazione grafica della pulsazione cardiaca – Anche se non è la loro funzione principale, molti pulsossimetri sono in grado di visualizzare il battito cardiaco.
  • La frequenza cardiaca – Anche se anche questa non è la loro funzione principale, molti pulsossimetri sono in grado di misurare i battiti cardiaci.
  • l’indice di perfusione – Si tratta di una misura che consente di rilevare la validità della misurazione di un pulsossimetri.
    • L’indice di perfusione è un valore relativo, che varia da soggetto a soggetto ed in relazione alla zona in cui viene posto il sensore.
    • Per valori di perfusione superiori al 4% , la misura è considerata attendibile.
  • la possibilità di una registrazione continua – Si tratta della la possibilità di ottenere fino ad un massimo di 24 ore di registrazione dei dati, senza interruzione.

La possibilità di interfacciare i dati rilevati

Alcuni pulsossimetri consentono lo scambio dati (via interfaccia USB, bluetooth o wireless) con smartphone, tablet e computer. Se sei pratico con queste tecnologie, ed hai già idea di come potresti analizzare i dati o trasferirli al tuo medico, l’interfaccia dati è un costo aggiuntivo che potresti sostenere a buona ragione.

La custodia

Se conti di indossarlo spesso, magari anche fuori casa, scegli un pulsossimetro che venga venduto assieme ad una buona custodia. Ciò, non solo ti renderà più comodo il portarlo appresso, ma garantirà allo strumento una buona protezione.

A chi è consigliato l’uso del saturimetro

I medici solitamente consigliano l’utilizzo del saturimetro in modo particolare ai soggetti che soffrono:

  • d’asma,
  • di enfisema,
  • di broncopneumopatia cronica ostruttiva,
  • di malattie respiratorie ostruttive croniche,
  • e di altre patologie respiratorie.

Ma ci sono anche numerose altre persone che possono impiegarlo per diverse altre ragioni; vuoi per verificare di essere nelle condizioni di migliorare le proprie prestazioni; vuoi perché si tratta di persone che appartengono a determinate categorie, come i piloti d’aereo che lo usano per tenere sotto controllo possibili problemi legati all’ipossia, o come quelli che praticano l’alpinismo o l’escursionismo.

La rilevazione dei livelli d’ossigeno che si fa mediante un’analisi di laboratorio su di un campione di sangue, potrebbe richiedere del tempo: col saturimetro invece servono solo pochi secondi per poter rilevare questo dato.

E’ ben vero che col saturimetro non è possibile la stessa precisione di un’esame di laboratorio, ma solitamente la sua affidabilità si attesta molto vicino ad una percentuale d’errore di appena l’1-3% , il che rappresenta un dato sufficiente per la maggior parte delle situazioni.

Le ragioni che provocano una scarsa ossigenazione del sangue

Le cause più frequenti che provocano il problema di una ridotta o scarsa saturazione di ossigeno, un problema che può essere anche piuttosto serio, sono dovute principalmente a patologie polmonari, quali possono essere enfisema, pneumotorace, edema polmonare, embolia, fibrosi, polmonite, tumore o altro.

Nei soggetti che soffrono di broncopneumopatia cronica ostruttiva una saturazione del 90 / 92% viene considerata normale.

Spesso un’ipossia (una carenza di ossigeno nell’intero organismo) può dipendere anche da alcune forme di anemia, soprattutto da una carenza di ferro, da gravi patologie cardiocircolatorie, come l’infarto cardiaco o l’ictus, e da fattori esterni, traumi cranici e fratture delle costole.

Un’altra situazione tipica che provoca una caduta della saturazione di ossigeno nel sangue si riferisce ad alcune forme di intossicazione: da monossido di carbonio, prima di tutto, da metalli pesanti e da farmaci.

In montagna, a quote molto elevate, è normale che in un soggetto sano il livello di saturazione di ossigeno si abbassi.

La carenza di ossigeno comporta di solito il tipico pallore e diversi sintomi caratteristici, come dispnea, vertigini, mal di testa, iperventilazione, ipertensione, tachicardia e stato confusionale.

In assenza di intossicazione, le cause più frequenti riguardano l’apnea notturna, le patologie polmonari e l’insufficienza respiratoria.

Come interpretare i risultati del saturimetro

Una persona sana dovrebbe avere livelli di saturazione di ossigeno nel sangue (SpO2) compresi tra 94% e 99%.

Per i pazienti con malattie respiratorie lievi, la SpO2 dovrebbe essere del 90% o superiore. Potrebbe essere necessario utilizzare ossigeno supplementare se i livelli di SpO2 scendono al di sotto del 90%. Valori costantemente inferiori al 90% sono inaccettabili per periodi di tempo prolungati.

Occorre però precisare che, spetta unicamente al medico curante indicare quali siano i valori di riferimento specifici di ognuno di noi per quanto attiene alla quantità di ossigeno presente nel sangue arterioso. Infatti, valori di ossigeno nel sangue dipendono tra le altre cose anche dallo stato di salute, dalla capacità respiratoria, dalla qualità dell’aria che si respira, dallo stile di vita, e da tanti altri fattori.

Prevenire il problema della scarsa ossigenazione

Per i soggetti che soffrono di patologie polmonari croniche una situazione di scarsa saturazione dell’ossigeno nel sangue non è rara, tuttavia con uno stile di vita corretto è possibile, almeno in parte, prevenirla.

Innanzitutto è necessario eliminare totalmente il vizio del fumo e, nei limiti del possibile, anche il fumo passivo.

Una leggera ma costante attività fisica riesce a potenziare la resistenza e la forza anche in un soggetto con delle difficoltà respiratorie, migliorandone conseguentemente anche le condizioni di salute.