Le migliori scarpe antinfortunistiche

- Pubblicato da: Author: BFC in Category: | 12 min di lettura

Per norma, le scarpe antinfortunistiche vengono distinte in vari tipi in modo da agevolare la scelta di quelle più adatte alle varie esigenze.
I vari tipi sono anatomicamente strutturati con materiali idonei a proteggere dagli infortuni chi li calza, e possono garantire diversi livelli protezione.

  1. Le calzature di sicurezza
  2. Come sono fatte
  3. Loro caratteristiche
  4. Le loro varie forme
  5. Le loro Classi
  6. Modelli consigliati
  7. Le norme
  8. UNI EN ISO 20345

Le calzature di sicurezza

Numerosi sono i modelli ed i tipi di scarpe antinfortunistiche. Non sono tutti strutturati allo stesso modo, tutti però sono strutturati in modo da darci in relazione ai possibili diversi livelli di rischi il massimo della sicurezza e delle protezione, anche impiegando materiali (solitamente) robusti.

Possono essere alti o bassi, rigidi o flessibili e leggeri, da utilizzare in ambienti bagnati o adatti alle impalcature. In relazione ai loro impieghi, ai luoghi in cui vengono utilizzati, alle loro caratteristiche, vengono distinti in diverse categorie sulla base di specifiche norme tecniche.

A livello nazionale ed europeo si fa riferimento agli standard, riconosciuti dall’Unione Europea (sigla UN) e fissati dall’ ISO (International Organization for Standardization) la più importante organizzazione a livello mondiale per la definizione di norme tecniche. I principali standard riguardanti le scarpe antinfortunistiche sono – EN ISO 20344 – EN ISO 20345 – EN ISO 20346 – EN ISO 20347.

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Come sono fatte le scarpe ad uso professionale

Una scarpa ad uso professionale è una calzatura, normale per quanto attiene ad alcune sue parti,  particolare invece per quanto attiene ad alcune sue caratteristiche. Proviamo ad analizzare una ad una quelle più importanti.

la tomaia

La parte superiore esterna della calzatura può essere più o meno impermeabile, più o meno traspirante, più o meno calda.

I materiali più comunemente impiegati nella parte esterna della tomaia sono, il nylon, il cuoio o la pelle conciata, un tessuto sintetico o scamosciato.

Quando è fatta con diverse materie prevale la materia costitutiva che ha la maggior superficie.

la parte interna

Per realizzare la parte interna (la fodera) della scarpa, vengono solitamente impiegati dei tessuti aventi proprietà traspiranti ed antibatteriche.

la suola

Quanto alla suola, le caratteristiche che questa può, o non può, avere sono,

  • una buona resistenza al calore per contatto,
  • una buona resistenza agli idrocarburi,

I materiali che maggiormente vengono impiegati per realizzare le suole delle scarpe antinfortunistiche sono:

  • la gomma sintetica, ovvero gli elastomeri vulcanizzati come poliuretano (PU);
  • il polivinil cloruro (PVC).

Le calzature di sicurezza possono avere una suola,

  • rigida: si definisce rigida quella che può essere piegata più di 45° con un carico di 30 Newton,
  • flessibile: la suola non rigida è definita.

Le suole di queste scarpe possono differenziarsi,

  • per avere dei rilievi,
  • per non avere rilievi: le suole che hanno rilievi inferiori ai 2,5 mm in altezza sono considerate senza rilievi.

l’intersuola

L’intersuola costituisce la base della calzatura su cui viene solitamente fissata la tomaia durante la formatura della sua punta: è una componente della scarpa non estraibile.

la soletta

La soletta è la componente della calzatura  – che può essere estraibile oppure permanente  – che serve a coprire interamente o parzialmente l’interscuola.

il puntale di sicurezza

Come abbiamo detto, tutte le scarpe antinfortunistiche devono avere un puntale di sicurezza, che può essere metallico o non metallico. Questo tipo di puntale serve a proteggere i piedi,

  • dagli urti: fino ad un livello di energia di almeno 200 Joules
  • dalla compressione: fino ad un carico di almeno 15 KN (secondo le norme UNI20345 : 2012)

Le eventuali caratteristiche migliorative della scarpa

Una scarpa antinfortunistica potrebbe (o non potrebbe) essere dotata dei seguenti elementi e/o avere le seguenti caratteristiche migliorative delle qualità della tomaia, della fodera, del puntale di sicurezza e di altre sue parti interne:

avere una protezione anti perforazioni

Per proteggere la pianta del piede dai chiodi o dagli oggetti che potrebbero perforarla, viene inserita nella soletta della scarpa una protezione anti perforazione consistente in una lamina in acciaio, oppure in kevlar che è una fibra sintetica aramidica od anche in altri materiali.

Questa lamina appesantisce per forza di cose la scarpa e la rende più rigida, ma incide anche sul suo isolamento termico e sulla traspirabilità.

A seconda dei terreni ed a seconda delle condizioni ambientali,  questa lamina potrà favorire ostacolare lo svolgimento da parte di chi le indossa di alcuni tipi di operazioni, piuttosto che di altri.

In genere, maggiore è il prezzo che si paga per una scarpa, minori sono i trade-off, cioè i benefici ai quali occorre rinunciare per averne di altri in cambio.

essere anti statica

Le scarpe antistatiche vengono utilizzate quando occorre ridurre al minimo l’accumulo di cariche elettrostatiche. Sono elettricamente dissipative, ovvero scaricano costantemente al suolo l’elettricità statica accumulata dal corpo umano.

Secondo le norma UNI sopra indicata, per essere definita antistatica, in atmosfera secca una calzatura deve avere una resistenza pari a 100 kΩ, e minore oppure uguale a 100 MΩ.

essere a bassa conduttività

Viene utilizzata una calzatura conduttiva quando è necessario ridurre al minimo le cariche elettrostatiche nel minor tempo possibile.

Secondo le norme UNI di cui sopra, per essere conduttiva una calzatura deve avere una resistenza elettrica minore di 100 kΩ.

essere elettricamente isolata

Una scarpa con questa caratteristica è in grado di non permettere il passaggio di scariche della corrente elettrica.

essere antiscivolo

Una scarpa con questa caratteristica è dotata di una particolare suola di gomma e di tacchi che la rendono meno scivolosa su determinati terreni.

resistere alle più diverse condizioni ambientali

Resistente anche agli eventi aggressivi, al calore e/o al freddo.

resistere all’acqua

Le calzature certificate WR (Water Resistant) sono sicuramente le migliori per chi è alla ricerca l’impermeabilita’. Con in Goretex non si sbaglia mai.

altre sue possibili caratteristiche

Anche una calzatura antinfortunistica – rispetto alle normali scarpe  – può (o non può) essere maggiormente in grado di,

  • assorbire l’energia nella zona del tallone,
  • dare protezione al metatarso ed alla caviglia,
  • garantire protezione dai possibili tagli.

Le varie forme delle scarpe antinfortunistiche

Le scarpe antinfortunistiche possono avere diverse forme: basse, a tacco basso o a tacco medio alto, scarponi, gli stivaletti, stivali, stivaloni (calzature con gambaletto).

  • Scarpe basse. Alcune di queste assomigliano molto alle sneakers e gli zoccoli (usati perlopiù in ambienti sanitari e cucine. Sono confortevoli, traspiranti ed anno buone caratteristiche antiscivolo.
  • Scarpe alla caviglia. Sono adatte a proteggere (il piede ma anche) la caviglia.
  • Stivali al polpaccio.
  • Stivali al ginocchio. Si tratta di calzature che arrivano al ginocchio ed offrono una “assoluta” impermeabilità.
  • Stivali alla coscia.

Le classi delle scarpe antinfortunistiche

Le scarpe antinfortunistiche possono essere in cuoio o con altri materiali, ma non interamente in gomma o interamente in materiale polimerico (calzature di Classe I), oppure interamente in materiale polimerico o in gomma (calzature di Classe II).

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Alcuni modelli di scarpe antinfortunistiche particolarmente interessanti

Queste nostra beve rassegna si ripropone di essere d’aiuto a chi ne fosse interessato, a scegliere le scarpe antinfortunistiche, migliori in relazione alle necessità che attengono ai vari ambienti lavorativi ed alle correlate diverse particolari esigenze.

NB- Più avanti nell’articolo spiegheremo cosa significhino le diverse sigle associate ai modelli.

Larnmern con punta in acciaio

In sintesi

  • Materiale esterno: Gomma
  • Fodera: Tessuto
  • Materiale suola: Gomma
  • Chiusura: Stringata
  • Senza tacco
  • Larghezza scarpa: normale
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Scarpa antinfortunistica con tomaia in mesh sintetica e pelle sintetica. Riforzata con acciaio sulla punta e l’intersuola. Ideale sia per l’interno che per l’outdoor.

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Sparco Nitro

In sintesi

  • Materiale esterno: Sintetico
  • Fodera: Sintetico
  • Materiale suola: Poliuretano
  • Chiusura: Speed laces
  • Larghezza scarpa: Normale
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Calzatura di sicurezza bassa S3, ultra-leggera stile Running in Microfibra-Suede idro, ideale per uso sia indoor sia outdoor.

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Sparco Practice

In sintesi

  • Puntale composito resistente a 200 kg
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Una scarpa antinfortunistica certificata S1-P e SRC che, già dall’estetica, richiama alla nostra mente le origini del brand italiano, noto nei reparti corse delle scuderie italiane.

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Le norme che disciplinano le scarpe antinfortunistiche

Il settore delle scarpe antinfortunistiche è sufficientemente normato (per quanto riguarda la sicurezza ovvimente), sia a livello europeo che internazionale. Ciò,

  • a tutela dell’utilizzatore finale,
  • per agevolare la scelta della scarpa antinfortunistica migliore in relazione a tutte le particolari esigenze.

La più importante organizzazione a livello mondiale che definisce le norme tecniche (anche) in questo settore è l’ISO (International Organization for Standardization), l’ Organizzazione Internazionale. Le principali norme di riferimento riguardanti le scarpe antinfortunistiche fissate dalla ISO sono le seguenti:

  • EN ISO 20344 – Disciplina le metodologie di prova ed requisiti generali delle scarpe: stabilisce i requisiti delle calzature destinate a proteggere i piedi e le gambe di chi le indossa contro i rischi prevedibili nei più diversi ambiti lavorativi.
  • EN ISO 20345 – Questa norma stabilisce i requisiti delle calzature di sicurezza per usi generali in ambito professionale (Vengono marchiate con la lettera S= sicurezza). Questa norma contempla tra gli altri, i rischi meccanici, la resistenza allo scivolamento, i rischi termici e il comportamento ergonomico. Le scarpe da lavoro professionali che soddisfano i requisiti di cui alle norme EN ISO 20345 sono dotate di puntali di sicurezza in grado di fornire a chi le indossa una adeguata protezione a) contro gli urti quando sono soggette ad un livello di energia di almeno 200 Joule,b) contro una compressione, quando hanno con un carico (di compressione) di almeno 15 kN.
  • EN ISO 20346 – Riguarda le calzature di protezione aventi un puntale resistente a 100 Joule. Il puntale deve resistere senza rompersi alla caduta di un peso di 20 kg da 1 metro e mezzo di altezza. Sono calzature sostanzialmente uguali a quelle di sicurezza, ma avendo il puntale con resistenza a 100J vengono marchiate con la lettera P (protective = protezione).
  • EN ISO 20347  – Riguarda le calzature da lavoro senza puntale. Vengono marchiate con la lettera O (occupational = professionale).

Quanto alle sopra indicate sigle, ricordiamo che:

  • la sigla EN, identifica il CEN (Comité Européen de Normalisation) che elabora norme tecniche a livello europeo, norme obbligatorie per i paesi membri: a volte viene affiancata dalla sigla UNI la quale identifica l’Ente Nazionale Italiano di Unificazione che elabora norme tecniche a livello nazionale.
  • la sigla ISO identifica l’International Organization for Standardization Organization che elabora regole tecniche a livello mondiale.

Le scarpe antinfortunistiche UNI EN ISO 20345

Questa norma, valida a anche livello europeo, codifica i requisiti-base e quelli facoltativi che devono avere le scarpe da lavoro in ambito professionale. Questi requisiti contemplano anche la resistenza allo scivolamento, i rischi meccanici e i rischi termici.

Le calzature disciplinate da questa norma si distinguo perché sono marcate con la lettera “S” (safety = sicurezza).

Per individuare il loro grado della loro protezione (sicurezza), a questa lettera “S” viene fatta seguire una lettera dell’alfabeto  e/o alcuni numeri. Vediamole distintamente.

Le calzature da lavoro marcate “SB” (sicurezza base). Si tratta di quelle scarpe che hanno requisiti minimi per essere considerate antinfortunistiche, con

  • un puntale con una resistenza di 200 Joule;
  • una tomaia in pelle, crosta o similare.
  • un altezza della tomaia minima.

Le calzature da lavoro marcate “S1”

Sono le scarpe-base “SB” con le seguenti caratteristiche aggiuntive:

  • Anti staticità (A).
  • Assorbimento d’energia nella zona del tallone (E).
  • Calzatura chiusa posteriormente (anche calzatura bassa).
  • Antiscivolo.

La scarpa antinfortunistica marcata “S1” va utilizzata se non si hanno rischi di bagnare i piedi, ovvero non se non si lavora a contatto coi liquidi.

Le scarpe antinfortunistiche marcate “S1” hanno in genere la parte superiore realizzata con dei pellami traspiranti quali la pelle scamosciata o i tessuti maglia più o meno a aperta.

Queste calzature di sicurezza possono anche avere le seguenti qualità caratteristiche aggiuntive.

  • CI = “Cold Insulation” (Isolamento dal freddo della suola).
  • ESD = “Electrostatic Discharge” (cioè “scarica elettrostatica”). NB: le calzature ESD non proteggono tanto la persona, quanto le apparecchiature elettroniche sensibili alle scariche elettrostatiche.
  • ESD: non proteggono tanto la persona, quanto le apparecchiature. elettroniche sensibili alle scariche elettrostatiche.
  • HI = “Heat Insulation” (Isolamento dal calore della suola).
  • HRO = Resistenza della suola al calore da contatto.
  • P = “Perforation” (Inserto anti perforazione).

Le calzature da lavoro marcate “S2”

Sono le scarpe-base marcate “SB” aventi le seguenti ulteriori caratteristiche.

  • Area del tallone chiusa.
  • Proprietà antistatiche (includono la marcatura “A”).
  • Assorbimento degli impatti dell’area del tallone.
  • Resistenza agli idrocarburi.
  • Impermeabilità del tomaia all’acqua.

In genere, le “S2” tenderanno ad essere meno traspiranti delle “S1” occorre optare per questo tipo se si lavora a contatto con liquidi o se comunque si corre il rischio bagnar i piedi.

Le calzature marcate “S2” possono avere ulteriori caratteristiche.

  • AN = “Ankle Protection” (protezioni per caviglia dagli impatti laterali).
  • CI = “Cold Insulation” (Isolamento dal freddo della suola).
  • ESD = “Electrostatic Discharge” (cioè “scarica elettrostatica”). NB: le calzature ESD non proteggono tanto la persona, quanto le apparecchiature elettroniche sensibili alle scariche elettrostatiche.
  • HI = “Heat Insulation” (Isolamento dal calore della suola).
  • HRO = Resistenza della suola al calore da contatto.
  • M = Protezione del metatarso.
  • WR = Impermeabilità all’acqua dell’intera calzatura.

Le calzature da lavoro marcate “S3”

Sono le scarpe-base “SB” a cui si aggiungono le seguenti qualità caratteristiche.

  • Area del tallone chiusa.
  • Proprietà antistatiche (includono la marcatura “A”).
  • Assorbimento degli impatti dell’area del tallone.
  • Resistenti agli idrocarburi.
  • Impermeabilità della tomaia all’acqua.
  • Lamina anti perforazione (includono la marcatura “P”).
  • Suola scanalata (ramponi).

Le calzature marcate “S3” possono avere anche ulteriori caratteristiche.

  • AN = “Ankle Protection” (protezioni per caviglia dagli impatti laterali).
  • CI = “Cold Insulation” (Isolamento dal freddo della suola).
  • ESD = “Electrostatic Discharge” (cioè “scarica elettrostatica”). NB: le calzature ESD non proteggono tanto la persona, quanto le apparecchiature elettroniche sensibili alle scariche elettrostatiche.
  • HI = “Heat Insulation” (Isolamento dal calore della suola).
  • HRO = Resistenza della suola al calore da contatto.
  • M = Protezione del metatarso.
  • WR = Impermeabilità all’acqua dell’intera calzatura.

Le calzature da lavoro marcate “S4”

Sono le scarpe-base marcate “SB” più le seguenti caratteristiche.

  • Area del tallone chiusa.
  • Proprietà antistatiche (includono la marcatura “A”).
  • Assorbimento degli impatti dell’area del tallone.
  • Resistenti agli idrocarburi.
  • Impermeabilità totale all’acqua.

Possono avere anche ulteriori caratteristiche.

  • CI = “Cold Insulation” (Isolamento dal freddo della suola).
  • ESD = “Electrostatic Discharge” (cioè “scarica elettrostatica”). NB: le calzature ESD non proteggono tanto la persona, quanto le apparecchiature elettroniche sensibili alle scariche elettrostatiche.
  • HI = “Heat Insulation” (Isolamento dal calore della suola).
  • HRO = Resistenza della suola al calore da contatto.
  • M = Protezione del metatarso.

Le calzature da lavoro marcate “S5”

Sono le scarpe-base marcate “SB” aventi le seguenti caratteristiche aggiuntive.

  • Area del tallone chiusa.
  • Proprietà antistatiche (includono la marcatura “A”).
  • Assorbimento degli impatti dell’area del tallone.
  • Resistenti agli idrocarburi.
  • Impermeabilità totale all’acqua.
  • Lamina anti perforazione.
  • Suola scanalata (con ramponi).

Possono avere anche queste ulteriori caratteristiche.

  • CI = “Cold Insulation” (Isolamento dal freddo della suola).
  • ESD = “Electrostatic Discharge” (cioè “scarica elettrostatica”). NB: Le calzature ESD non proteggono tanto la persona, quanto le apparecchiature elettroniche sensibili alle scariche elettrostatiche.
  • HI = “Heat Insulation” (Isolamento dal calore della suola).
  • HRO = Resistenza della suola al calore da contatto.
  • M = Protezione del metatarso.