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nylon

Il nylon

Nylon è un termine generico con cui vengono indicati alcuni tipi di materiali sintetici che possono essere utilizzati per vari usi in diverse forme e trame. Nella nostra vita quotidiana noi usiamo ombrelli, calze, calze, spazzolini da denti fatti in nylon.
Vediamo quali sono le caratteristiche, i pregi ed i difetti di questo materiale, come viene prodotto e quanto è eco-sotenibile.
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Il nylon (o nailon)

Il nylon (o nailon)

Il nylon è un polimero, una sostanza formata dalla combinazione di più gruppi molecolari a base di carbonio, uguali o diversi tra loro (monomeri), uniti a catena.

Il carbonio, noto anche come poliammide o poliammide o fibra poliammidica, viene comunemente utilizzato in diverse tipologie di capi d’abbigliamento – dalle scarpe da corsa alle calze per donna – in numerosi beni di consumo e prodotti industriali.

In relazione all’amina e all’acido impiegati per produrli, possiamo trovare in commercio molti prodotti in nylon aventi analoghe proprietà anche se chimicamente diversi.

A differenza delle fibre organiche o semi-sintetiche, quelle di nylon vengono ricavate solo da delle sostanze artificiali, il che significa che sono del tutto prive di  materiali organici.

I vantaggi e gli svantaggi del nylon

I vantaggi e gli svantaggi del nylon

i vantaggi delle fibre di nailon

Le caratteristiche che hanno reso famosa la fibra di nylon soprattutto nell’ambito dell’abbigliamento sono:

  • la sua durabilità,
  • la sua elasticità,
  • la sua resistenza allo strappo ed all’usura,
  • la sua resistenza al calore,
  • la sua resistenza impermeabilità e la sua capacità di asciugarsi rapidamente: diversamente da quello che avviene coi tessuti naturali come il cotone o la lana, le molecole d’acqua non possono penetrare facilmente nella sua superficie esterna,
  • la buona protezione che ci offre dal vento e dagli agenti atmosferici,
  • il suo basso costo di produzione, e quindi anche del suo prezzo sul mercato,
  • il suo comportamento termoplastico: si scioglie e non brucia quando viene riscaldato al di sopra dei 260°,
  • la sua resistenza alla luce solare,
  • la leggerezza,
  • la sua resistenza al restringimento.

i limiti delle fibre di nylon

  • Si possono caricare di elettricità elettrostatica.
  • Si dissolvono nel fenolo, negli acidi ed in altre sostanze chimiche aggressive.
Processo di produzione e tipi

Il processo di produzione ed i tipi più comuni di nylon

Il nylon, a differenza dei materiali tradizionali come il legno,  il ferro, la lana e il cotone, non esiste in natura ma viene prodotto a partire da alcune sostanze chimiche a base di carbonio che si trovano presenti in materiali naturali come il carbone o il petrolio.

Esistono diversi tipi di nylon, ma la maggior parte di questi proviene da un monomero estratto dal petrolio, noto come esametilendiammina o acido diamine.

Il nylon 66 ed il nylon 6 sono quelli maggiormente utilizzati nelle industrie tessili e della plastica.

il nylon 6,6

Il nylon 6,6 (questo prodotto viene anche indicato come nylon 66, nylon 6-6 o nylon 6/6) è stato il primo ad essere prodotto industrialmente.

  • Lo si ottiene dalla dalla policondensazione di una diamina e di un acido bibasico. Questa sostanza viene quindi estrusa attraverso una filiera – un dispositivo simile a un soffione che ha dozzine di piccoli fori.
  • All’estrusione il nylon si indurisce immediatamente e le fibre risultanti sono quindi pronte per essere caricate sulle delle bobine.
  • Queste fibre vengono quindi stirate per aumentare la loro forza ed elasticità, e poi vengono avvolte su un’altra bobina.
  • Questo processo fa sì che le molecole polimeriche si dispongano in una struttura parallela e che – una volta completato il processo di stiratura –  le fibre risultanti sono pronte per essere filate per produrre indumenti od altri prodotti.
  • Per fare dei tessuti in alcuni casi il nylon può essere utilizzato da solo: di solito però viene combinato con altri prodotti in modo da creare tessuti misti.
  • Per conferire al prodotto finale il colore desiderato viene quindi tinto.

altri tipi di nylon

Il 6,6 è stato il primo tipo di nylon ad essere stato prodotto ed è anche quello maggiormente utilizzato. Ma esistono anche alcune altre sostanze polimeriche chimicamente diverse tutte chiamate “nylon”. Alcuni di questi altri tipi sono.

  • Il nylon 6  – Questo tipo talvolta viene utilizzato anche per realizzare dei tessuti in nylon.
  • Il nylon 46 – Viene prodotto solo dalla DSM ENGINEERING MATERIALS, e viene commercializzato con il nome Stanyl, e lo si trova in alcuni componenti dei motori come le trasmissioni, i freni ed i sistemi di raffreddamento ad aria.
  • Il nylon 510 – Originariamente era stato sviluppato dalla DuPont come alternativa al nylon 6,6. Tuttavia, i suoi elevati costi di produzione ne hanno reso proibitivo l’utilizzo nel settore dell’abbigliamento. Ora è principalmente utilizzato in alcune applicazioni industriali e scientifiche.
  • Il nylon 1,6 – Viene prodotto mescolando l’adiponitrile, la formaldeide, e l’acqua. Raramente viene utilizzato nei tessuti.
I suoi impieghi nell’abbigliamento

I suoi impieghi nei capi d’abbigliamento

Il tessuto in nylon veniva originariamente commercializzato come alternativa alla seta.

Fino alla prima metà del ventesimo secolo, la seta era l’unico materiale “praticabile” per fare calze trasparenti che – nei paesi sviluppati – erano allora popolari tra le donne. La seta però è è durevole ed è notoriamente costosa.

Quindi, a partire dalla comparsa sul mercato del nylon (e fino ai giorni nostri), le calze da donna rimangono una delle principali sue applicazioni. Ma viene anche largamente utilizzato anche per realizzare costumi da bagno, pantaloni sportivi, giacche a vento, ecc.

I tessuti in nailon li si trovano negli abbigliamenti sportivi: in questo campo però  il nylon non eguaglia le altre fibre organiche o semi-sintetiche a causa della sua incapacità ad assorbire il sudore, il che lo rende un pessimo “candidato per un diffuso utilizzo sportivo”, in particolare nelle scarpe da corsa.

Alcune sue qualità come la sua elasticità sono però apprezzate anche in alcuni tipologie di capi d’abbigliamento per sportivi: infatti, ancorché questi abiti siano principalmente fatti con altri materiali, alcuni produttori inseriscono il nylon nelle loro miscele tessili perché queste possano avere maggiore elasticità e leggerezza.

In nylon vengono realizzati (prevalentemente) anche i paracaduti, gli ombrelli, le valigie, le reti.

In ragione della sua resistenza al caldo ed al freddo, della sua natura forte e leggera, il nailon serve anche per fare corde (come quelle delle barche).

L’ eco-sostenibilità del nylon

L’ eco-sostenibilità del nylon

La produzione di tessuti in nylon viene generalmente considerata ad elevato impatto ambientale, principalmente in ragione delle materie prime impiegate per la sua produzione.

Ancorché sia possibile realizzare tessuti in nylon con altre sostanze, la maggior parte dei prodotti con cui viene fatto derivano dal petrolio, dalla esametilendiammina che è il principale costituente della maggior parte dei tipi di tessuto in nylon.

È noto che i combustibili fossili come il petrolio danneggiano l’ambiente: la perforazione, il fracking (fratturazione idraulica) e altri processi legati allo sfruttamento del petrolio sono dannosi per gli ecosistemi di tutto il mondo.

  • Inoltre, il petrolio non è una risorsa rinnovabile.
  • Per produrre tessuti in nylon occorre Anche molta energia.
  • Nelle sue lavorazioni vengono prodotti numerosi materiali di scarto.
  • Grandi quantità di acqua vengono utilizzate per raffreddare le fibre di tessuto di nylon e quest’acqua trasporta spesso delle sostanze inquinanti nell’idrosfera circostante i luoghi di produzione.
  • Nella produzione di acido adipico, che è la parte costituente secondaria della maggior parte dei tipi di tessuto di nylon, l’ossido nitroso viene rilasciato nell’atmosfera, e questo è considerato 300 volte peggiore per l’ambiente rispetto alla CO2 .

Mentre altri tessuti come quelli in cotone possono biodegradarsi nel giro di decenni, i tessuti in nylon – nylon che è interamente sintetico e non biodegradabile – rimangono nell’ambiente per centinaia di anni.

Per fortuna questi tessuti  – sotto alcune forme  –  sono riciclabili, ma non tutti riciclano questa sostanza.

Durante i processi di fabbricazione dei tessuti di nylon non c’è modo di limitare il loro impatto ambientale e l’unico modo per rendere questi tessuti migliori per l’ambiente è quello di smaltirli correttamente.

La storia del nylon

Negli anni ’30, l’americana DuPont de Nemours, Inc. si era ripromessa di trovare un prodotto alternativo alla seta. Le erano stati necessari nove anni di esperimenti per arrivare alla “sua invenzione” del nylon.

Il nylon (nylon 6,6) era stato creato in data 28 febbraio 1935, ma fu ufficialmente annunciato solo alla Fiera mondiale del 1939.

Il nylon si sarebbe rivelato un fallimento se non si fosse iniziato a mescolarlo con altri tessuti. Ci si rese subito conto che mescolandolo col poliestere, con lo spandex o col cotone, venivano eliminate molte delle sue caratteristiche indesiderate. Ancor oggi, la maggior parte dei capi in nylon è composto da una miscela di vari elementi.

Questo tipo di tessuto era molto negli anni ’40 e ’50, ma dagli anni ’70  ha subito un costante calo di popolarità a causa delle crescenti preoccupazioni circa il suo impatto ambientale.

Ad oggi comunque, circa il 12 percento della produzione mondiale di fibre sintetiche è costituita da tessuti in nylon.

Anche se i tessuti in nylon per l’abbigliamento sono meno popolari, rimangono sempre sostenuti i suoi impieghi per scopi industriali e scientifici. Ad esempio,

  • il nylon può essere trasformato in una plastica che è altamente resistente e versatile,
  • le resine di nylon sono comunemente utilizzate in pettini, viti per macchine, parti di pistola, imballaggi per alimenti, spazzolini da denti e centinaia di altre applicazioni.

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