Il denim, il tessuto dei blue jeans

- Pubblicato da: Author: BFC in Category: Tessile | 5 min di lettura

Il denim è un tessuto di cotone, oppure di cotone misto ad altre fibre (come il lino, ad esempio), particolarmente robusto e molto resistente all'abrasione. I blue jeans sono in denim.

  1. Il denim
  2. La sua produzione
  3. I principali impieghi 
  4. I pregi ed i limiti
  5. Le tipologie di denim
  6. L’eco-sostenibilità

Il denim

Il denim è un tessuto particolarmente robusto,

  • fatto di cotone, oppure di cotone ed altre fibre (lino, per esempio),
  • ha una una trama a saia (o anche a saglia, sargia, spiga, diagonale, levantina, batavia): un intreccio tessile che si caratterizza per una rigatura diagonale a 3 fili  – uno filo in ordito, e due in trama,
  • i fili della trama sono di color bianco, in blu quello dell’ordito.

Si tratta di un tessuto utilizzato per fare principalmente jeans (blue jeans), altri capi d’abbigliamento, alcuni accessori per l’abbigliamento e per la casa.

“Denim” deriva dall’espressione francese “serge de Nimes” (si pronuncia nim) la quale si riferisce ad un particolare tipo di tessuto che veniva prodotto nella città di Nimes.

Le varie fasi della sua produzione

Il processo per produrre il denim, parte dalla coltivazione delle piante del cotone.

  1. Le fibre di cotone raccolte vengono, pulite, pettinate e trasformate in corde lunghe e sottili che poi vengono filate.
  2. Nel corso di questi questi processi, possono essere fatti dei lavaggi, delle colorazioni od altri trattamenti in grado di modificarne le loro qualità caratteristiche.
  3. Una volta prodotto ed una volta tinto, il filato di cotone viene tessuto con il filo di ordito nell’ “iconico” stile denim.

I principali impieghi del denim

Questo tipo di tessuto in cotone viene utilizzato in diversi settori per fare numerosi prodotti.

  • La maggior parte dei tessuti denim sono destinati alla produzione di capi d’abbigliamento:
    • jeans (blue jeans),
    • gonne,
    • camicie,
    • camicette,
    • giacche,
    • gilet.
  • ma anche per fare scarpe ed altri accessori per l’abbigliamento come,
    • cinture,
    • borse,
    • cappelli,
  • ed anche degli oggetti per la casa come,
    • tende,
    • tappezzerie,
    • coperte.

I pregi ed i limiti del tessuto denim

i suoi pregi

  1. Si tratta di un tipo di tessuto altamente resistente all’abrasione.
  2. Una volta che un capo d’abbigliamento in denim viene lavato, non si restringe.

i suoi limiti

  1. Il suo colore ha una scarsa solidità in quanto tende a sbiancarsi.
  2. Questo tessuto tende ad allungarsi e necessita di un lavaggio e di un’asciugatura ad acqua calda per poter poi recuperare la sua vestibilità.
  3. E’ piuttosto spesso.
  4. E’ un tipo di tessuto che (solitamente) è poco eco-sostenibile.

Le diverse tipologie di denim

Nel corso degli anni, sono state sviluppate diverse tipologie di questo tessuto. Ecco alcune delle sue “opzioni” più popolari.

  1. Denim grezzo o non lavato: si tratta di un tipo di denim che non è stato, lavato, trattato e ristretto.
  2. Denim Selvedge o Cimosa: è un tipo particolare di denim fatto con un telaio a navetta tradizionale (telaio Selvedge).
  3. Denim sanforizzato: è “sanforizzato” quel denim che è stato pre-ristretto in modo tale che non si restringa più del 5% dopo ulteriori lavaggi. Anche se i tessuti sanforizzati in denim – in particolare i blue jeans – sono più morbidi, sono anche quelli meno resistenti e sono meno “personalizzabili” dei jeans in denim grezzo.
  4. Denim non sanforizzato. il denim non sanforizzato invece, è un tipo di tessuto che non è stato oggetto di nessun processo di pre-restringimento. Ciò implica che il suo primo lavaggio e la sua prima asciugatura modificheranno la vestibilità e le taglie degli indumenti fatti con questo materiale.
  5. Denim elasticizzato. In questo tipo di denim, il cotone è stato miscelato con l’elastam (es. Lycra) oppure con un materiale simile. Il tessuto risultante è più resistente del “normale” denim, ed è perciò comunemente utilizzato nelle applicazioni che necessitano di aderenza com’ è il caso dei jeans attillati.
  6. Denim schiacciato – Questo tipo di denim ha una trama simile a quella del velluto. Ha un aspetto rugoso permanente, che lo rende attraente nelle giacche e nelle gonne.
  7. Denim lavaggio acido. È’ in tipo di tessuto che si ottiene lavando il denim grezzo in un acido forte che si nutre della tintura.
  8. Poly denim. Con questo termine vengono indicati i prodotti in denim realizzati con un mix di cotone / poliestere o con qualsiasi altra fibre artificiale: per realizzarli vengono talvolta aggiunti al cotone ed al poliestere altri materiali come il lyocell ed il nylon.

La grammatura del denim

Il peso di un tessuto denim viene espresso in once (OZ) per iarda quadra (circa 0,83 m²). Il suo peso dipende dal numero di fili utilizzati per la sua tessitura. Il peso di questi tessuti, di norma va dalle 4 alle 15 once (da 113 a 425 grammi).

Il peso del denim è una caratteristica fondamentale da dover valutare, soprattutto in relazione ai suoi possibili utilizzi. Il tessuto avente un peso pari,

  • a 4-8 once per iarda di tessuto (un tessuto molto leggero) è adatto principalmente per le camicie e le camicette;
  • a 9-10 once per iarda di tessuto (tessuto leggero), è particolarmente adatto per i capi d’abbigliamento primaverili ed estivi;
  • a 11-12 once per iarda di tessuto (tessuto medio), è quello più utilizzato nella maggior parte dei capi di abbigliamento;
  • a 13-14 once per iarda di tessuto (tessuto pesante) è il peso del denim “originale”;
  • a 19-21 once per iarda di tessuto (molto pesante), ha la massima grammatura di un denim.

L’eco-sostenibilità del denim

Dal momento che il cotone con cui viene fatto è una fibra naturale, il denim è potenzialmente un materiale non inquinante. Tuttavia le cose possono essere diverse nella realtà:

  1. l’uso di fertilizzanti chimici e petrolchimici nella coltivazione del cotone avvelena gli ecosistemi,
  2. alcuni prodotti in “denim” contengono delle percentuali di poliestere, di nylon od altri materiali tessili artificiali (ovvero creati da prodotti petrolchimici o sostanze prodotte in laboratorio),
  3. una volta chearrivano nelle fabbriche, le materie prime per fare il dènim possono essere lavate, trattate o esposte a qualsiasi tipo di agente chimico.

In relazione a tutto ciò, ci sono delle certificazioni che attestano l’utilizzo di materie prime e l’adozione processi produttivi eco-sostenibili. Tra queste, vale la pena ricordare le seguenti.

Global Organic Textile Standard (GOTS) – Si tratta di uno standard relativo alla lavorazione delle fibre biologiche tessili, che si basa anche su criteri ecologici e sociali i quali devono essere rispettati in tutte le fasi delle filiere tessili.

Certificazione Supima – La Supima è un’organizzazione senza scopo di lucro volta a promuovere l’impiego del cotone Pima.

  • Questo cotone viene coltivato negli Stati Uniti e rappresenta meno dell’1% del cotone coltivato nel mondo.
  • Ciò che lo rende unico rispetto agli altri tipi di cotone è che ha una fibra in fiocco extra lunga che gli conferisce  resistenza, morbidezza e ritenzione del colore.
  • Gli agricoltori che producono il Pima assicurano che è il cotone con la migliore qualità al mondo, e col minor impatto possibile sull’ambiente.

Per approfondire


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Author: BFC

Sono un appassionato lettore e ricercatore e credo nell’immensa potenzialità che la rete offre di condividere informazioni e conoscenze che possano direttamente o indirettamente migliorare il benessere dell’uomo.