L’acrilico: fibra e tessuti

- Pubblicato da: Author: BFC in Category: Tessile | 10 min di lettura

L'acrilico è una fibra sintetica nata come alternativa alla lana.
Per la sua resistenza e facilità d'impiego, oggi ha numerosi utilizzi nell'abbigliamento, in particolare nei lavori a maglia: calze, capi sportivi, maglioni e così via.
Ma serve anche per produrre finte pellicce finte, filati artigianali, tessuti da lavoro, tappezzeria, moquettes, valige, tende da sole e coperture per veicoli.

  1. Fibre, filati, tessuti acrilici
  2. I vari tipi di acrilico
  3. I pregi e difetti dei tessuti in acrilico
  4. I processi produttivi
  5. I principali impieghi tessili
  6. L’eco-sostenibilità
  7. I rischi per l’uomo
  8. Acrilico Vs Poliestere
  9. Il lavaggio

Le fibre, filati e tessuti acrilici

Il termine acrilico sta ad indicare,

  • sia alcune materie plastiche,
  • sia alcune fibre tessili sintetiche formate per più dell’85% di acrilonitrile,
  • ma anche un tipo di tessuto fatto con filati in fibra acrilica.

Proprio come il nylon e il poliestere, anche l’acrilico è stato creato dalla DuPont nel 1941 sotto il nome commerciale di Orlon®. Altri brevetti che si riferiscono alle fibre acriliche sono l’italiano Leacril® ed il tedesco Dralon®.

La qualità principale di queste fibre è legata alla loro caratteristica qualità “laniera”, per cui vengono ampiamente utilizzate per fare dei maglioni. Infatti i capi d’abbigliamento in acrilico ci danno una sensazione di morbidezza abbastanza simile a quelli in lana: del resto l’acrilico viene spesso utilizzato anche come un’alternativa al cashmere.

Proprio come il poliestere, l’acrilico è un materiale idrofobo, e tende a trattenere le macchie ed i colori a base di olio. E’ resistente alla luce solare ed anche a molti prodotti chimici aggressivi. Inoltre è abbastanza predisposto al fenomeno del pilling.

I filati di acrilico vengono considerati prodotti “economici”, vuoi perché di solito hanno un prezzo inferiore a quelli in fibre naturali, vuoi perché sono meno morbidi e meno “caldi” della lana e del cotone.

D’altra parte però, i capi d’abbigliamento in acrilico possono essere lavati in lavatrice, sono ipoallergenici e termoisolanti. Tutto ciò rende questa fibra particolarmente utile per produrre quei capi d’abbigliamento che necessitano di essere lavati con costanza. Infatti l’acrilico, ha

  • una buona resistenza agli oli ed agli agenti chimici,
  • un’eccezionale capacità di evaporazione,
  • una notevole attitudine ad asciugarsi.

Tuttavia, è molto più infiammabile delle fibre naturali.

I tipi di acrilico

La fibra di acrilico viene fatta mediante la produzione di un filamento, filamento che quindi viene tagliato in fibre corte come i peli della lana. Poi passa alle filature e diventa un filo.

Sono diverse le tipologie di filati in acrilico che possono venire utilizzate sia in maglieria che in tessitura. Quattro sono le principali tipologie di questo gruppo di materiali tessili sintetici.

1- l’acrilico

  • Fibra acrilica (secondo le norme ISO) è una fibra composta di macromolecole lineari che presentano nella catena almeno l’85% in massa di unità acrilonitriliche.
  • A queste fibre vengono aggiunte generalmente idonee percentuali di un comonomero (un tipo di monomero) avente la funzione di conferire loro caratteristiche tessili e renderle facilmente tingibili: la scelta del tipo di comonomero, determina poi la possibilità di tingerle con coloranti basici oppure acidi.

2- il modacrilico

  • Quando il contenuto in acrilonitrile di una fibra acrilica è compreso tra il 35 e l’85% (secondo le norme ISO) viene definita fibra modacrilica (fibra acrilica modificata).
  • Rispetto ai normali tessuti acrilici, i tessuti realizzati con fibre di modacrilico hanno generalmente una migliore drappabilità ed una migliore resistenza alle pieghe e sono più duraturi.
  • Rispetto all’acrilico, il modacrilico può resistere meglio sia al fenomeno del pilling che a quello dell’abrasione, ed è anche più resistente alla fiamma.
  • Infine, i tessuti modacrilici possono mantenere la loro forma meglio dei normali tessuti acrilici.
  • Alcuni noti nomi commerciali di fibre modacriliche sono. Elura®, SEF®, Verel® e Zefran®.

3- il nytril

  • Si tratta di una fibra sintetica composta principalmente da polimeri contenenti almeno l’85% di unità di nitrile di vinilidene.
  • L’acetato di vinile è il comonomero utilizzato nella sintesi del nytril.
  • Le fibre di nytril sono state messe in commercio nel 1955 col marchio Darlan®.

4- il lastrile

  • Le fibre tessili lastrili sono fibre elastiche.
  • Sono formate da copolimeri di acrilonitrile e un diene come butadiene e contengono unità di acrilonitrile al 10% -50%.

I pregi ed i limiti dei tessuti fatti con la fibra di acrilico

Le fibre acriliche possono essere utilizzate per fare dei tessuti, sia da sole (100% acrilico) oppure miste con altre fibre naturali e sintetiche.

I pregi dei tessuti in acrilico

Fatte queste premesse, i tessuti in acrilico hanno i pregi e le caratteristiche seguenti.

  1. Sono resistenti alle tarme ed alle muffe.
  2. I loro drappeggi e la loro morbidezza sono ottimi.
  3. Sono resistenti ai danni che producono le falene e le sostanze chimiche.
  4. Durano a lungo.
  5. Prendono bene i colori.
  6. Non si restringono.
  7. Sono resistenti alla luce solare e allo sbiancamento.
  8. Sono intrinsecamente idrofobi (hanno la tendenza a respingere l’acqua).
  9. Si asciugano rapidamente.
  10. Sono resistenti agli insetti.
  11. Sono morbidi.
  12. Sono facili da pulire.

I limiti dei tessuti in acrilico

Gli svantaggi ed i limiti che presentano questi tessuti sono i seguenti.

  1. Sono altamente infiammabili, il che significa che devono essere trattati con dei ritardanti di fiamma in modo da evitare la possibilità di ferire gravemente le persone che li indossano. I ritardanti di fiamma utilizzati a questo fine, sono detti organofosfati, e sono tossici.
  2. Sono predisposti all’elettricità statica.
  3. Non sono resistenti all’abrasione.
  4. Sono predisposti al fenomeno del pilling.

I processi produttivi delle fibre di acrilico

Il processo produttivo dell’acrilico prevede una prima fase che consiste in trattamenti chimici di polimerizzazione finalizzati a produrre delle sostanze solide (grani o chips) da poter essere facilmente trasportate e poi lavorate.

A questa fase, segue quella dalla filatura chimica fatta per soluzione (sciogliendo i monometri in un solvente in modo da ottenere un materiale omogeneo). Il processo di filatura può essere fatto:

  • a secco, come avveniva nei primi anni ad opera della DuPont e della Bayer. E’ il metodo più efficiente e quello maggiormente rispettoso dell’ambiente.
  • ad umido, un procedimento che oggi viene applicato nell’85% circa degli stabilimenti di tutto il mondo.

A quello della filatura seguono altri trattamenti finalizzati a dare alle fibre le caratteristiche fisico-meccaniche volute. Le fibre che ne risultano vengono quindi lavate, stirate e piegate in modo da formare dei filamenti lunghi e sottili da poter essere filati:

  • l’operazione di stiramento è necessaria per poter creare un tessuto che possa essere utilizzato;
  • il processo di allungamento delle fibre, le rende ancora più lunghe, riducendo in tal modo i costi e aumentando l’efficienza produttiva.

I filati vengono poi caricati su delle bobine e poi spediti ai produttori articoli tessili. Questi li trasformano in capi d’abbigliamento, in moquette o in una varietà di altri articoli. Oppure, dopo aver fatto delle piccole modifiche, li possono vendere agli appassionati di maglieria.

Sia negli stabilimenti di produzione delle fibre sia in quelli di produzione degli articoli tessili, le fibre acriliche possono essere lavorate con l’utilizzo di coloranti o mediante altri tipi di trattamenti.

Possono essere trattati (ad esempio) coi dei ritardanti di fiamma: senza questi trattamenti dichiaratamente tossici, i tessuti in acrilico sarebbero altamente pericolosi.

È importante sottolineare che possono essere create anche nelle prime fasi di produzione chimica delle fibre acriliche colorate eliminando in tal modo la necessità di applicare successivamente dei coloranti. A tal fine i produttori possono avvalersi nelle diverse fasi diverse di due diversi processi tecnologici:

  • in filatura, inserendo dei coloranti o dei pigmenti nella soluzione del polimero,
  • in linea, aggiungendo degli speciali coloranti prima del loro essiccamento, quando la fibra è ancora allo stato di gel ed è possibile la penetrazione del colore in modo efficace.

I maggiori produttori di acrilico

Oggi è la Cina il leader mondiale nella produzione di tessuti acrilici: questo paese produce oltre il 30% del tessuto.

Il più grosso produttore di fibra di acrilico al mondo è però la Aksa Akrilik Kimya Sanayii A.S., un azienda turca.

I nomi commerciali più noti delle fibre acriliche sono: Acrilan®, Creslan®, Orlon®, Sayelle® e Zefran®.

I principali impieghi dell’acrilico nel campo tessile

L’acrilico è nato per sostituire e per “assomigliare” alla lana. Anche oggi viene utilizzato in molte delle stesse applicazioni della lana. Ad esempio, viene comunemente impiegato per fare tute, felpe, pantaloni sportivi, maglioni, guanti, e vari altri tipi di indumenti per la stagione fredda, come le pellicce.

E’ un materiale che viene diffusamente impiegato anche nelle moquette, nelle tappezzerie, nei tappeti, ed in altri prodotti per la casa.

L’acrilico viene utilizzato come uno dei componenti delle fibre di carbonio molto richieste per le applicazioni industriali. A parte ciò, la fibra acrilica non ha molti altri impiegi in ambito industriale. Infatti, anche se i tessuti in acrilico hanno una notevole resistenza, la loro infiammabilità li rende non molto idonei all’uso in ambienti produttivi.

L’eco-sostenibilità dei materiali in acrilico

Dal momento che i tessuti in acrilico non sono biodegradabili – differentemente dal poliestere e da alcuni altri tessuti sintetici – è praticamente impossibile riciclarli il che significa che non esiste un modo efficace per smaltire i capi in acrilico una volta prodotti. Inoltre:

  1. I processi di produzione dei tessuti acrilici – nel caso dovessero mancare le necessarie  protezioni, ovviamente – sono a rischio di esplosioni.
  2. Nella produzione di tessuti acrilici viene utilizzata un’ampia gamma di sostanze tossiche che, se non vengono manipolate e smaltite correttamente, possono entrare negli ecosistemi circostanti e danneggiare la fauna selvatica e le persone.
  3. I gas che vengono emessi nella produzione dell’acrilonitrile sono così dannosi per la salute che la legge prevede che – prima che possano uscire dall’impianto di produzione – siano opportunamente filtrati in un ambiente chiuso.
  4. Come per la maggior parte delle altre fibre sintetiche, l’acrilonitrile deriva da un combustibile fossile. Ciò comporta che la produzione di questa fibra favorisce il consumo di combustibili fossili ed impiega anche quei combustibili che potrebbero essere utilizzati per la produzione di energia.

I rischi per l’uomo dei prodotti in acrilico

Un tessuto acrilico è di per sé altamente infiammabile, il che implica che dev’essere trattato con dei ritardanti di fiamma tossici in modo da evitare la possibilità di arrecare dei danni a chi indossa dei capi in acrilico.

Questi ritardanti sono chiamati organofosfati, e si accumulano gradualmente nel nostro corpo.

Oltre ad essere pericoloso per l’ambiente, un tessuto in acrilico può anche essere pericoloso per la nostra salute; ogni volta che la pelle viene direttamente a contatto con le fibre acriliche, le possibilità di sviluppare il cancro aumentano.

L’esposizione alle fibre sintetiche nei luoghi dove queste vengono prodotte aumenta nelle donne in post-menopausa i tassi di cancro al seno.

Acrilico Vs Poliestere

  • Va detto, per quanto attiene alla loro composizione, che l’acrilico ed il poliestere sono in qualche modo simili, in quanto entrambi sono fatti con materiali plastici, sebbene non dello stesso tipo.
  • Sono entrambi prodotti sintetici, ed hanno la tendenza a respingere l’acqua (in ragione della loro natura idrofobica) ed a trattenere le macchie e gli odori (sono oleofili).
  • Per quanto attiene alla loro capacità isolante, l’acrilico è molto migliore del poliestere.
  • Il poliestere è invece più leggero e più traspirante dell’acrilico.
  • Essendo materie sintetiche, entrambe queste fibre sono resistenti all’azione delle tarme.
  • A differenza del poliestere, l’acrilico è molto sensibile alle fiamme: s’infiamma facilmente (ed è per questa ragione che è stato creato il modacrilico).
  • Rispetto al poliestere, l’acrilico non è molto resistente all’abrasione ed ai prodotti chimici. Poi, la sua complessiva durata è minore.
  • D’altra parte, il poliestere parte ha delle prestazioni ed una durata complessiva migliori in quanto le sue fibre sono molto resistenti all’abrasione e ad molte sostanze chimiche.
  • L’acrilico tende al pilling, il che a lungo termine influisce sull’aspetto dei capi d’abbigliamento, nonostante le sue prestazioni rimangano le stesse.
  • In termini di biodegradabilità e di sostenibilità, nessuno dei due prodotti è rispettoso dell’ambiente, ma in tal senso il poliestere può essere considerato “meno peggiore” dell’acrilico.
  • L’acrilico però comporta diversi problemi: perché dura di meno, perché gli servono fino a 200 anni per decomporsi completamente e nel frattempo rilascia i suoi composti chimici tossici.
  • Per quanto riguarda la loro cura e manutenzione, sono entrambi facili da gestire, ma l’acrilico necessita di un po’ più d’attenzione dato che alle temperature elevate è soggetto al restringimento.
  • Come quelli in molte altre fibre sintetiche, i tessuti in acrilico hanno un basso costo di produzione, e questo fatto si traduce in bassi prezzi d’acquisto per il consumatore finale.

Il lavaggio dei capi in fibra di acrilico

Ecco alcuni utili consigli per lavare i capi in acrilico.

  • Gli oggetti delicati in acrilico sono da lavare a mano in acqua tiepida o in lavatrice a bassa temperatura.
  • La loro elettricità statica può essere ridotta utilizzando un ammorbidente ad ogni terzo / quarto lavaggio.
  • Dopo averli lavati, strizzare delicatamente l’acqua, lisciare o scuotere gli indumento e poi lasciarli asciugare su un gancio antiruggine: i maglioni, tuttavia, dovrebbero essere asciugati in piano.
  • Per lavarli in lavatrice, utilizzare dell’ acqua calda ed aggiungere un ammorbidente durante l’ultimo ciclo di risciacquo.
  • Se i capi devono essere stirati, utilizzare un ferro moderatamente caldo: per le istruzioni specifiche, consultare l’etichetta per la cura cucita dell’indumento.

Per approfondire


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Author: BFC

Sono un appassionato lettore e ricercatore e credo nell’immensa potenzialità che la rete offre di condividere informazioni e conoscenze che possano direttamente o indirettamente migliorare il benessere dell’uomo.