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L’acrilico (fibra)

L'acrilico è una fibra sintetica nata come alternativa alla lana. Per la sua resistenza e la facilità d'impiego, oggi trova numerosi impieghi nel campo dell'abbigliamento ed in quello dei lavori a maglia: nelle calze, nei capi sportivi, nei maglioni e così via. Ma lo si utilizza anche per produrre pellicce finte, filati artigianali, tessuti da lavoro, tappezzeria, moquettes, valige, tende da sole e coperture per veicoli.
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Le fibre di acrilico

Le fibre di acrilico

Il termine acrilico sta ad indicare alcune materie plastiche ed alcune fibre tessili sintetiche formate per più dell’85% di acrilonitrile. Indica anche un tessuto fatto in fibra acrilica.

Proprio come il nylon e il poliestere, anche l’acrilico è stato creato dalla DuPont nel 1941 sotto il nome commerciale di Orlon®.

Altri noti brevetti riguardanti fibre acriliche sono l’italiano Leacril® ed il tedesco Dralon®.

La qualità principale di questo tipo di fibre è legata alla loro caratteristica qualità “laniera”, per cui vengono ampiamente utilizzate per fare maglioni; infatti i capi d’abbigliamento in acrilico ci danno una sensazione di morbidezza simile quella che ci danno quelli fatti con la lana. L’acrilico viene spesso utilizzato anche come un’alternativa al cashmere.

Proprio come il poliestere, l’acrilico è un materiale idrofobo, e tende a trattenere macchie e colori a base di olio. E’ resistente alla luce solare ed anche a molti prodotti chimici aggressivi, ed è abbastanza predisposto al fenomeno del pilling.

I filati di acrilico vengono considerati prodotti “economici”, vuoi perché di solito hanno un prezzo inferiore a quelli fatti con fibre naturali, vuoi perché sono meno morbidi e meno “caldi” della lana e del cotone.

D’altra parte, i capi d’abbigliamento in acrilico possono essere lavati in lavatrice, sono ipoallergenici e termoisolanti. Tutto ciò rende questa fibra particolarmente utile per produrre quei capi d’abbigliamento che necessitano di essere lavati con costanza. Infatti l’acrilico, avendo anche

  • una buona resistenza agli oli ed agli agenti chimici,
  • un’eccezionale capacità di evaporazione,
  • una notevole attitudine ad asciugarsi,

Tuttavia, è molto più infiammabile delle fibre naturali.

La fibra viene fatta mediante la produzione di un filamento, filamento che quindi viene tagliato in fibre corte come i peli della lana. Poi passa alle filature e diventa un filo.

I tipi di acrilico

I tipi di acrilico

Quattro sono le principali tipologie di questo gruppo di materiali tessili sintetici.

l’acrilico

  • Fibra acrilica (secondo le norme ISO) è una fibra composta di macromolecole lineari che presentano nella catena almeno l’85% in massa di unità acrilonitriliche.
  • A queste fibre vengono aggiunte generalmente idonee percentuali di un comonomero (un tipo di monomero) avente la funzione di conferire loro caratteristiche tessili e renderle facilmente tingibili (la scelta del tipo di comonomero, determina poi la possibilità di tingerle con coloranti basici o acidi).

il modacrilico

  • Quando il contenuto in acrilonitrile di una acrilica è compreso tra il 35 e l’85% (secondo le norme ISO) questa viene definita fibra modacrilica (fibra acrilica modificata).
  • Rispetto ai normali tessuti acrilici i tessuti realizzati con le fibre di modacrilico hanno generalmente una migliore drappabilità ed una migliore resistenza alle pieghe e sono più duraturi.
  • Rispetto alla fibra acrilica, il modacrilico può resistere meglio sia al fenomeno del pilling che a quello dell’abrasione, ed è anche più resistente alla fiamma.
  • Infine, i tessuti modacrilici possono mantenere la loro forma meglio dei normali tessuti acrilici.
  • Alcuni noti nomi commerciali di fibre modacriliche sono. Elura®, SEF®, Verel® e Zefran®.

il nytril

  • Si tratta di una fibra sintetica composta principalmente da polimeri contenenti almeno l’85% di unità di nitrile di vinilidene,
  • L’acetato di vinile è il comonomero utilizzato nella sintesi del nytril.
  • Le fibre di nytril sono state messe in commercio la prima volta nel 1955 col marchio Darlan®.

il lastrile

  • Le fibre tessili lastrili sono fibre elastiche.
  • Sono formate da copolimeri di acrilonitrile e un diene come butadiene e contengono unità di acrilonitrile al 10% -50%.
Qualità e limiti dei tessuti acrilici

Le qualità ed i limiti dei tessuti fatti con l’acrilico

Le fibre acriliche possono essere utilizzate per fare tessuti, sia da sole (100% acrilico) oppure miste con altre fibre naturali e sintetiche.

Pregi. Fatte queste premesse, i tessuti in acrilico hanno i pregi e le catratteristiche seguenti.

  1. Sono resistenti alle tarme ed alle muffe.
  2. I loro drappeggi e la loro morbidezza sono ottimi.
  3. Sono resistenti ai danni che producono le falene e le sostanze chimiche.
  4. Durano a lungo.
  5. Prendono bene i colori.
  6. Non si restringono.
  7. Sono resistenti alla luce solare e allo sbiancamento.
  8. Sono intrinsecamente idrofobi (hanno la tendenza a respingere l’acqua).
  9. Si asciugano rapidamente.
  10. Sono resistenti agli insetti.
  11. Sono morbidi.
  12. Sono facili da pulire.

Limiti. Gli svantaggi ed i limiti che presentano  questi tessuti sono i seguenti.

  1. Sono altamente infiammabili, il che significa che devono essere trattati con dei ritardanti di fiamma in modo da evitare la possibilità di ferire gravemente le persone che li indossano. I ritardanti di fiamma utilizzati a questo fine, sono detti organofosfati, e sono tossici.
  2. Sono predisposti all’elettricità statica.
  3. Non sono resistenti all’abrasione.
  4. Sono predisposti al fenomeno del pilling.
I processi per produrre l’acrilico

I processi per arrivare  alla produzione dell’acrilico

Il processo produttivo dell’acrilico prevede una prima fase che consiste in trattamenti chimici di polimerizzazione finalizzati a produrre sostanze solide (grani o chips) da poter essere facilmente trasportati e poi lavorati.

A questa fase, segue quella dalla filatura chimica eseguita per soluzione (sciogliendo i monometri in un solvente in modo da ottenere un materiale omogeneo). Il processo di filatura può essere fatto:

  • a secco, come avveniva nei primi anni ad opera della DuPont e della Bayer. E’ il metodo più efficiente e quello maggiormente rispettoso dell’ambiente.
  • a umido, un procedimento che viene applicato nell’85% circa degli stabilimenti di tutto il mondo.

A quello della filatura seguono altri trattamenti finalizzati a dare alle fibre le caratteristiche fisico-meccaniche volute.

Le fibre che ne risultano vengono quindi lavate, stirate e piegate in modo da formare dei filamenti lunghi e sottili da poter essere filati:

  • l’operazione di stiramento è necessaria per poter creare un tessuto utilizzabile;
  • il processo di allungamento delle fibre, le rende ancora più lunghe, riducendo in tal modo i costi e aumentando l’efficienza produttiva.

I filati vengono poi caricati su delle bobine e spediti ai produttori di prodotti tessili. Questi li traformano in capi d’abbigliamento, in moquette o in una varietà di altri articoli. Oppure, dopo aver fatto piccole modifiche, li possono vendere agli appassionati di maglieria.

Sia negli stabilimenti di produzione delle fibre sia in quelli di produzione di articoli tessili, le fibre acriliche possono essere lavorate con coloranti e mediante altri tipi di trattamenti.

Possono essere trattati (ad esempio) coi ritardanti di fiamma: senza questo trattamento dichiaratamente tossico, il tessuto acrilico sarebbe altamente pericoloso.

È importante sottolineare che possono essere create fibre acriliche colorate anche nellle prime fasi di produzione chimica, eliminando la necessità di applicare successivamente dei coloranti. A tal fine possono avvalersi, in fasi diverse, di due diversi processi tecnologici:

  • in filatura, inserendo coloranti o pigmenti nella soluzione del polimero,
  • in linea, aggiungendo speciali coloranti prima dell’essiccamento, quando la fibra è ancora allo stato di gel, per cui è possibile la penetrazione del colore in modo efficace.

I maggiori produttori di acrilico

Oggi è la Cina il leader mondiale nella produzione di tessuti acrilici: questo paese produce oltre il 30% del tessuto.

Il più grosso produttore di fibra di acrilico al mondo è però la Aksa Akrilik Kimya Sanayii A.S., un azienda turca.

I nomi commerciali più noti delle fibre acriliche sono: Acrilan®, Creslan®, Orlon®, Sayelle® e Zefran®.

I principali impieghi tessili dell’acrilico

I principali impieghi dell’acrilico nel campo tessile

L’acrilico è nato per sostituire ed assomigliare alla lana. Anche oggi viene utilizzato in molte delle stesse applicazioni della lana. Ad esempio, viene comunemente impiegato per fare tute, felpe, pantaloni sportivi, maglioni, guanti, e vari altri tipi di indumenti per la stagione fredda, come le pellicce.

E’ un materiale che viene diffusamente impiegato anche nelle moquette, nelle tappezzerie, nei tappeti, ed in altri prodotti per la casa.

L’acrilico viene utilizzato come uno dei componenti delle fibre di carbonio molto richieste per le applicazioni industriali. A parte ciò, la fibra acrilica non ha molti altri impiegi in ambito industriale. Infatti, anche se i tessuti in acrilico hanno una notevole resistenza, la loro infiammabilità li rende non idonei all’uso in ambienti produttivi.

L’eco-sostenibilità dei materiali in acrilico

L’eco-sostenibilità dei materiali in acrilico

Poiché i tessuti in acrilico non sono biodegradabili è praticamente impossibile riciclarli, differentemente dal poliestere ed alcuni altri tessuti sintetici, il che significa che non esiste un modo efficace per lo smaltimento dei capi in acrilico una volta prodotti. Inoltre,

  • I processi di produzione dei tessuti acrilici – nel caso dovessero mancare le protezioni necessarie – sono a rischio di esplosioni.
  • Nella produzione di tessuti acrilici viene utilizzata un’ampia gamma di sostanze tossiche che, se non sono manipolate e smaltite correttamente, possono entrare negli ecosistemi circostanti e danneggiare la fauna selvatica e le persone.
  • I gas che vengono emessi nella produzione dell’acrilonitrile sono così dannosi per la salute che la legge prevede che – prima che possano uscire dall’impianto di produzione – siano opportunamente filtrati in un ambiente chiuso.
  • Come per la maggior parte delle altre fibre sintetiche, l’acrilonitrile deriva da un combustibile fossile. Ciò comporta che la  produzione di questa fibra favorisce il consumo di combustibili fossili ed impiega anche quei combustibili che potrebbero essere utilizzati per la produzione di energia.
I rischi per l’uomo dei prodotti in acrilico

I rischi per l’uomo dei prodotti in acrilico

Un tessuto acrilico è di per sé altamente infiammabile, il che significa che dev’essere trattato con dei ritardanti di fiamma tossici, per evitare la possibilità di arrecare danni a chi indossa capi in acrilico.

Questi ritardanti sono chiamati organofosfati e si accumulano gradualmente nel nostro corpo.

Oltre ad essere pericoloso per l’ambiente, un tessuto in acrilico può anche essere pericoloso per la salute; ogni volta che la pelle viene a contatto con le fibre acriliche, aumentano le possibilità di sviluppare il cancro.

L’esposizione alle fibre sintetiche durante il processo di produzione aumenta i tassi di cancro al seno nelle donne in postmenopausa.

Poliestere VS acrilico

Poliestere VS acrilico

  • Per quanto attiene alla loro composizione, va detto he l’acrilico ed il poliestere sono in qualche modo simili, in quanto entrambi sono fatti di materiali plastici, sebbene non dello stesso tipo.
  • Sono entrambi dei materiali sintetici, ed hanno la tendenza a respingere l’acqua (a causa della loro natura idrofobica) ed a trattenere le macchie e gli odori (sono oleofili).
  • Per quanto attiene alla loro capacità isolante, l’acrilico è molto meglio del poliestere.
  • Il poliestere è invece più leggero e più traspirante dell’acrilico.
  • Essendo sintetiche, entrambe queste fibre sono resistenti all’azione delle tarme.
  • A differenza del poliestere, l’acrilico è molto sensibile alle fiamme: s’infiamma facilmente (motivo per cui è stato creato il modacrilico).
  • Rispetto al poliestere, l’acrilico non è molto resistente all’abrasione o ai prodotti chimici. Poi, la sua complessiva durata è minore.
  • Il poliestere d’altra parte ha prestazioni ed una durata complessiva migliori, in quanto le sue fibre sono molto resistenti all’abrasione e ad molte sostanze chimiche.
  • L’acrilico tende al pilling il che, a lungo termine, influisce sull’aspetto dei capi d’abbigliamento, nonostante le sue prestazioni rimangano le stesse.
  • In termini di biodegradabilità e di sostenibilità, nessuno dei due prodotti è rispettoso dell’ambiente, ma in tal senso il poliestere può essere considerato “meno peggiore” dell’acrilico.
  • L’acrilico ha d’altra parte diversi problemi: perché dura di meno, perchè gli servono fino a 200 anni per decomporsi completamente, e nel frattempo rilascia i suoi composti chimici tossici.
  • Per quanto riguarda la loro cura e manutenzione, sono entrambi facili da gestire, ma l’acrilico necessita di un po’ più di attenzione dato che alle alte temperature è soggetto al restringimento.
  • Come molte altre fibre sintetiche, i tessuti in acrilico hanno un basso costo di produzione, e questo fatto si traduce in bassi prezzi d’acquisto per il consumatore finale.
Il lavaggio dei capi in acrilico

Il lavaggio dei capi in acrilico

Ecco alcuni utili consigli per lavare i capi in acrilico.

  • Lavare a mano gli oggetti delicati in acrilico, in acqua tiepida o a in lavatrice a bassa temperatura.
  • La loro elettricità statica può essere ridotta utilizzando un ammorbidente ad ogni terzo o quarto lavaggio.
  • Strizzare delicatamente l’acqua, lisciare o scuotere l’indumento, e poi lasciarlo asciugare su un gancio antiruggine: i maglioni, tuttavia, dovrebbero essere asciugati in piano.
  • In lavatrice, utilizzare acqua calda ed aggiungere un ammorbidente durante l’ultimo ciclo di risciacquo.
  • Se devono essere stirati, utilizzare un ferro moderatamente caldo: per istruzioni specifiche, consultare l’etichetta per la cura cucita dell’indumento.

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